Mamma e papà è vero che parlo così?

Mamma e papà è vero che parlo così? Dalla nascita alle prime parole (0- 12 mesi)

Cara mamma e papà, oggi cominciamo a capire cosa si intende per sviluppo del linguaggio.
Il linguaggio è una capacità “specie-specifica” dell’uomo ovvero tutti i bambini nascono con la capacità innata di poter parlare una o più lingue, questo, insieme all’ambiente in cui il bambino è immerso ed alla sua naturale spinta comunicativa, promuove lo sviluppo del linguaggio: una delle più potenti forme di comunicazione. Comincerò a parlarvi di come questa abilità specifica cresce, cambia e si sviluppa dalla nascita fino al primo anno di vita, cioè fino alla comparsa delle prime parole.

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Entriamo nella magia di come si sviluppa questa innata abilità: il bambino quando nasce,  esprime i suoi bisogni piangendo ed entra in relazione con mamma e papà guardandoli negli occhi.  Un contatto che diventa via via più sostenuto mano a mano che il bambino cresce. Fino al primo mese di vita il neonato è potenzialmente in grado di distinguere tutti i suoni delle diverse lingue – non è magia, questa, secondo voi?
Crescendo però, questa sua peculiarità viene meno perché  si “specializza” nella sua lingua madre. Durante il secondo e terzo mese di vita possiamo notare l’insediarsi dei primi sorrisi, che diventerà poi “sorriso sociale” cioè  la risposta volontaria ad uno stato di benessere intorno ai 4/6 mesi, produzioni velari e  gorgogli, suoni prodotti con la parte posteriore della cavità orale.

Dai 3 ai 6 mesi, il contatto oculare ovvero lo sguardo, diventa più sostenuto e iniziano i vocalizzi: il bambino facendo uscire la voce con la bocca aperta, in diverse posizioni, produce le sue prime “vocali”. Il piacere di ascoltarsi e il rinforzo positivo che inizialmente viene da mamma e papà, i quali naturalmente reagiscono a queste prime produzioni,  stimolano il bambino nel continuare ad “esercitarsi” e comunicare con loro.

La lallazione, compare successivamente e può essere canonica e poi variata:  il bambino incomincia a mettere insieme più suoni ed inizia a lallare cioè a dire in un unico fiato “lalalalalalala” oppure “mamamamamamama”, diventa più sicuro, esperto e competente e comincia a variare la sua produzione “mamamadadada”.

La lallazione variata ha il suo esordio entro i 10 mesi, inoltre il bambino tra i sei ed i nove mesi incomincia ad utilizzare anche il gesto (ad esempio allunga il braccio, indica con la mano e poi con il dito, se vuole qualcosa).

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Dai 9 ai 12 mesi assistiamo generalmente alla comparsa delle prime parole. I bambini sono immersi in un continuum sonoro, sono continuamente esposti alla lingua madre, mano a mano che si specializzano diventano capaci di distinguere i confini tra le varie parole, ad associare loro un significato; in questa fase comprende tra le 20 e le 100 parole mentre compaiono le prime semplici produzioni come “mamma”, “papà” o onomatopee (ed esempio i versi degli animali).
Il bambino raggiunge il periodo lessicale quando produce 10-15 parole.

Come potete notare c’è una grandissima variabilità tra parole comprese e parole prodotte e questa differenza è ancora più peculiare da bambino a bambino.
Quindi all’interno di uno sviluppo fisiologico del linguaggio possono rientrare, in questa fase, bambini con caratteristiche molto differenti tra loro.

Cosa ne pensate?
Avete notato anche voi un’evoluzione simile del linguaggio del vostro bambino?
Sarei curiosa di conoscere la vostra esperienza e rispondere ad eventuali dubbi.

Giulia Logopedista

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